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Risposta sulla scuola

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Riporto qui di seguito la risposta ad una mail che ho ricevuto, in cui alcuni sono venuti a dirmi che la riforma 133 e la riforma della scuola sono cose buone e giuste.

"Ciao caro Samuele,
Io sono apertissimo al dialogo soprattutto su questi temi, anche se penso che troppe volte si cerchi di portare tutte le colpe dalla parte opposta dello schieramento. Io cercherò di non fare questo, anche perchè volevo ricordare che in questo momento questa che stiamo combattendo è una battaglia assolutamente apolitica: il movimento non fa parte di nessun partito politico, alle manifestazioni non una bandiera. Lascia stare il PD e quella bella gente, poco hanno a che fare con noi, a parte qualche piccolo punto che ci hanno copiato.

Altro punto da sottolineare è che il movimento degli studente è iniziato ben prima che Veltroni si facesse paladino dell'università. Lui e i suoi slogan, a mio parere ci stanno solo danneggiando, in quanto la maggior parte di essi sono in effetti esagerati o privi di fondamento. Veltroni ha iniziato il movimento delle elementari, con la storia dele scuole montane che sarebbero state chiuse e la storia del maestro unico, a settembre non ho trovato una sua parola sprecata per l'università. Definire quindi questo movimento come viziato dalle idee politiche del PD mi sembra esagerato, e alquanto illogico: nel movimento sono presenti, forse non a Novara, molte persone che si dichiarano nella vita di tutti i giorni di destra.

Partendo dal fatto che io la riforma l'ho letta solo in parte e solo nelle parti che interessano l'università e qualcosa sulla scuola primaria (non capisco perchè i tuoi amicici la chiamano scuola elementare dimenticando che la Moratti le ha cambiato nome qualche anno fa (Legge n. 53/2003)  ), posso ribattere ad alcuni punti in difesa delle nostre idee, e non di quelle del PD.

Marco Zacchera dice che non verrà abolito il tempo pieno, è verò non verrà abolito ma potrà essere permesso il contrario. Leggendo la riforma si trova scritto: "le istituzioni scolastiche della scuola primaria costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali." (Ah... Non mi dire che il funzionanti si riferisce all'unico insegnante, perchè sarebbe un errore di grammatica oltre che di concetto ;)). Con questo punto si dice che le scuole saranno obbligate ad effettuare almeno 24 ore settimanali ma non una di più. Quindi se avranno i soldi, il tempo, gli insegnanti per farlo allora potranno farle, altrimenti no.

Marco Zacchera tira le conclusioni sul tempo pieno dicendo: "Quindi: già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno.  In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno." Io non so a cosa si riferiscano questi dati, non so sulla base di quali studi, non so con quali assicurazioni e non so come si possa pensare di verificare la correttezza degli stessi. Non so nemmeno se si riferiscono al solo VCO, al Piemonte, all'Italia o al mondo. Questi dati non saprò mai se sono giusti o sbagliati, so soltanto che sono inverificabili.

Per quanto riguarda il numero di studenti per classe alle elementari, Marco Zacchera afferma "Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a 26 per classe."... Non che non mi fidi di lui, ma sulla riforma non è specificato se ci sarà un massimo di studenti per classe. I casi sono due: o già adesso c'è un massimo oppure ha sparato un numero a caso, e stai tranquillo che una classe con 27 alunni se cerchi bene la trovi. 27 alunni, tra l'altro, sono veramente tanti per una classe di scuola primaria.

Parlando del Maestro unico, sono daccordo con Marco, ormai lo chiamo solo per nome mi sono stufato di fare copia e incolla ogni volta, posso ricordargli che oltre al maestro di Inglese e Religione (fondamentale, eh!) si dimentica anche il maestro di informatica. Il maesto sarà uno solo e non penso che questo porti molte differenze rispetto ad oggi. L'unica cosa è che se quel maestro non è bravo, cosa molto possibile nella scuola italiana, non avrai la possibilità di averne altri. Ma va beh. E' un problema minore. La cosa che mi stupisce è come si possa fare il tempo pieno con così pochi insegnanti. Se si fa un semplice calcolo, il maestro principale dovrebbe lavorare per circa 45 ore alla settimana.
In più il tuo amico sostiene che in Italia c'è un docente ogni 9 alunni, è vero siccome ci sono 3 docenti singoli per classe + 3 divisi tra più classi. E' vero che ci sono un milione e 350.000 docenti, ma si dimentica di ricordare che proprio grazie a una classe di docenti elementari preparata e numerosa, l'Italia si trova la MIGLIORE scuola primaria europea e non ricordo se la seconda o terza al mondo! E' ovvio che se si diminuiscono i maestri, si aumenta il numero di classi, si riduce il numero di ore e si affida tutto nelle mani di un solo maestro, questo scuola elementare di eccellenza la andremo a perdere.

Io non so dove chi e quando qualcuno abbia parlato di un numero minore di insegnanti di sostegno, so che la riforma non ne parla in modo esplicito e non vedo molte correlazioni. Quindi penso che Marchino, (sto iniziando forse a prendere un po' troppa confidenza) non abbia detto una cosa verificata e giusta. E Bravo Marchino!

"Nessuna scuola sarà chiusa!" Beh... Non è mica detto! Dai a parte gli scherzi, questo non lo so. Probabilmente nessuna scuola sarà chiusa, io non so in che modo abbia tirato questa conclusione. Sono daccordo con Zichicchi... scusa Zacchera, è possibile che nessua scuola venga chiusa. Non trovo nel decreto dove sta scritto che verranno accorpate alcune scuole, penso sia una possibilità che esiste da anni. Forse in questo modo si risparmia un pochino sul personale, meno sprechi, anche se la qualità sicuramente diminuisce, ma non è poi così grave.

Bellissima la storia del voto in condotta: "La sinistra dice: Si viene bocciati con il 7 in condotta: falso.
Vero: solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe." Ma grazie al castoro! Prima i voti in condotta erano 7,8,9 ora vanno dall'uno al 10. E' vero che non si viene bocciati con il 7 anzi, sarà anche un bel voto!

Tirando le conclusioni sulla scuola primaria e secondaria, direi che nel riassunto dell'Onorevole (l'ho appreso solo ora leggendolo sul suo sito) mancano alcuni punti come: la creazione delle classi separate per gli stranieri. La legge, che al momento non è legge ma quasi, prevede che si facciano dei test prima dell'inizio dell'anno scolastico, soltanto ai bambini che vengono dall'estero e sulla base dei risultati selezionare i migliori e farli entrare nella scuola "normale", gli altri buttarli nella scuola per "stranieri". Io mi chiedo solo una cosa: "Perchè va in Erasmus un ragazzo che vuole imparare una lingua straniera?". Io mi do questa spiegazione: " Va in erasmus perchè è attorniato da persone che non parlano la sua lingua e quindi impara la lingua che parlano gli altri." Un bimbo straniero se va in una scuola di stranieri che azz vuoi che impari?? O impara mille lingue o non ne impara nessuna. Se si sta tutti insieme si impara la lingua che parla la maggioranza. Con questo voglio dire che se io che ho 20 anni in 1 anno imparo la lingua dove vado a fare l'erasmus penso che un bambino di 5, più veloce ad apprendere, possa imparare in un anno la lingua italiana, proprio perchè si trova in una classe di italiani. E poi test in base alla nazionalità mi fanno proprio imbestialire.

E mo veniamo alla parte interessante...
Mr Marco dice:
"L’università italiana produce meno laureati del Cile"
Tagliando i fondi non penso che le cose miglioreranno. In più non bisogna puntare ad una università di quantità, ma di qualità. Io non so quanto siano bravi in Cile, ma si sa quanto i laureati italiani siano richiesti all'estero soprattutto per le materie scientifiche.

"Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo"
Beh... E' vero. Ci dobbiamo accontentare di tre università tra le migliori 100 in ambito ingegneristico ad esempio, e qualche punta di eccellenza in altri campi. Io non penso che tagliando i fondi si possa migliorare la situazione.

"Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente
327 facoltà non superano i 15 iscritti"
Questi sono dati veri e non fanno una piega, sarebbe un problema da eliminare anche se la riforma sembra remare nella direzione opposta: la Gelmini propone non un provvedimento mirato alla risoluzione dei problemi, ma che effettua tagli su TUTTI i corsi di laurea, indistintamente dal loro merito e dal loro reale peso. "In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013". I tagli infatti saranno proporzionali al numero di iscritti e non in base alla loro utilità, che secondo voi è inversamente proporzionale a questo dato: ne pagheranno di più le spese gli atenei più grossi e non quelli più piccoli o con meno iscritti!

"Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni". E' importante sottolineare che le università di cui stiamo parlando sono Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino. Quattro di queste producono studenti molto richiesti anche all'estero. Sono università con una grande storia e con buoni servizi per gli studenti. Se fossero state aziende forse ora non sarebbero neanche esistite in quanto quali aziende avrebbero voluto investire su di esse, se colme di debiti? Quali aziende si sarebbero messe in gioco per difendere le materie umanistiche? Quale sponsor avrebbe avuto interesse nel tutelare un sapere libero? Sono domande a cui non riesco a rispondermi. Per ulteriori approfondimenti su questo punto leggi un po' più in giù.

"Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile". L'università italiana ha meno docenti per studenti rispetto alla media OCSE. Infatti se il rapporto nella media OCSE è di circa un prof per 33 studenti, in Italia è di circa un prof per 60. In più i finanziamenti pubblici in Europa per università e ricerca sono circa il doppio che quelli italiani.

"94 università più 320 sedi distaccate in posti non strategici". Bisogna vedere cosa intendete per posti strategici. L'università non è una base militare, anche se forse dalle ultime dichiarazioni del premier (subito smentite) vuole trasformarle in quelle! Quando mi avrete definito il termine "strategico" potrò darvi una risposta dettagliata. Al momento posso supporre che strategico significhi in città. Penso che la distribuzione delle università sul territorio sia una cosa importantissima, in modo da non avere persone privilegiate all'interno della società: è ingiusto che un ragazzo di un paese debba farsi 150 km per arrivare in università, quando alcuni suoi coetanei abitano a poche centinaia di metri da essa. Le università si devono trovare in prossimità dei centri dove possono effettuare lavori di ricerca: i politecnici vicino alle industrie, l'università del gusto in mezzo alla campagna, altre ancora nei centri più piccoli, magari turismo ecc... Ogni cosa al suo posto, non ogni cosa in città!

"In Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, in Europa la metà
170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea
Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500"
Mi spiegate in che punto della vostra riforma si punta a eliminare questo problema? Si parla di tagli alla spesa, ma non di tagli al numero delle università. In base a quali criteri bisogna dimezzare il numero? Perchè un grosso numero di indirizzi dovrebbe essere un problema? Se un ragazzo si specializza in un ramo ben definito ne saprà sicuramente di più in quell'ambito di un collega di un altro paese europeo che ha fatto un corso di laurea generale. In più penso che questi dati siano abbastanza ovvi in quanto nel 2001 non c'era il 3+2 e quindi è normale che ora il numero di corsi di laurea raddoppi. (siccome non è chiaro a cosa si riferiscano questi dati è normale che provi a dare interpretazioni fantasiose)

"Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro" E' vero. I costi sono aumentati e ora cerco di spiegarti il motivo. Il numero dei ricercatori è rimasto invariato, anche se con scorse riforme circa la metà di essi sono diventati precari mentre gli altri di ruolo. Essendo precari all'università "costano molto di più" in quanto il loro contratto deve essere rinnovato ogni anno. Ora con la vostra riforma state mandando a casa alcune persone che lavorano in università appunto da 7 anni, quelli che non hanno trovato un posto di ruolo. I ricercatori, gli assistenti e questa bella gente qua, è gente che ha studiato per 30 anni della sua vita e vive con uno stipendio da precario e che ogni anno deve sentirsi dire se il suo posto sarà rinnovato oppure no. In più il loro ruolo all'interno delle facoltà è necessario, in quanto, non sono fanno ricerca, ma fanno anche molte ore di lezione.

"I ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre" Beh... Se questa affermazione fosse vera allora non mi spiego come possa essere possibile che siamo agli ultimi posti delle classifiche.

"La protesta di questi ultimi giorni è una protesta politica che ha come obiettivo la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri sociali" Alle manifestazioni degli studenti non ho visto neanche una bandiera, questo a indicare che non sono i partiti i registi della rivolta. E' una protesta trasversale, che prende gente di ogni schieramento politico. "Forza Nuova", da sempre comunista (non è vero?), appoggia la protesta. Alla protesta prendono parte studenti, ricercatori e professori e non solo bamboccioni nullafacenti. E' una protesta uniforme in tutto il paese e partita prima che Veltroni si erigesse da solo a paladino della libertà degli studenti. Lui fa il suo gioco, noi siamo indipendenti da esso.

"Gli universitari bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra niente con l’università" Privatizzazione e tagli riguardano soprattutto noi.

"Tanto spazio mediatico a proteste che coinvolgono qualche migliaio di persone. Nessuno parla delle decine di migliaia di ragazzi che continuano a studiare a casa e a frequentare i corsi." Ricordo che quelli che protestano vanno anche a lezione. Ricordo che nelle università occupate le lezioni continuano. Ricordo che noi stiamo cercando di difendere l'università, e che quindi non è attraverso la sospensione delle lezioni che si può agire.

Mi sembra di aver risposto a tutti i punti ma volevo un attimo portare l'attenzione sulla possibilità della trasformazione delle università in fondazioni e sulla spesa per gli studenti.

Le università oggi possono chiedere al massimo il 20% dei propri finanziamenti ai propri studenti. Con il decreto Gelmini questo limite viene abolito. Le tasse universitarie potranno salire. Questo significa che si consente la formazione di università "pubbliche" di alto livello e di costo elevato. L'altra strada che le università possono seguire per cercare di ripagarsi da sole i tagli è far intervenire aziende esterne. Le università si potranno trasformare in fondazioni, il che significa che esse potranno "vendersi" alle aziende, che avranno il compito di finanziare parte della ricerca e parte della didattica. Questo non porta a un sapere libero e a una ricerca libera, ma a un insegnamento rivolto alle aziende. In più le aziende monopolizzeranno il sapere per loro stesse, il che significa, che usciti dall'università si avrà la possibilità di andare solo in aziende che ti hanno formato, non altrove. Non rispondetemi dicendo che questo è il modello americano, in quanto in America esistono le fondazioni, che devono essere senza scopo di lucro, hanno l'obbligo di garantire un TOT di borse di studio all'anno, non possono condizionare la ricerca. In più in università degli USA virtuose, i frutti della ricerca sono pagati dalle aziende, che finanziano così l'università, non è la ricerca stessa ad essere finanziata.

Con questo ho finito, per il momento. Se mi vengono in mente altre cose te le scrivo. Ti prego di darmi una risposta dettagliata e di far pervenire all'interessato questa mail ;) Se vuoi degnarmi di una risposta o tu o Marco Zacchera o anche tutti e due.

Ciao Samu
A risentirci Marco

Michele Sartori"


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